Sara Di  Pietrantonio, perché siamo attratti da persone sbagliate

Sara Di Pietrantonio, perché siamo attratti da persone sbagliate

Sara Di Pietrantonio, perché siamo attratti dalle persone sbagliate

imageÈ l’incubo di ogni genitore aspettare il ritorno del proprio figlio la notte per poi sapere che non tornerà più. In questi casi anche beffato dal destino: Sara aveva avvertito la mamma che stava tornando a casa, non voleva farla preoccupare e invece non è più tornata.

Ci vuole tanta forza per andare avanti. Perdere un figlio è peggio che morire, è venire meno alle leggi della natura, è capovolgere le cose, è sopravvivere senza meritarselo.

Come è accaduto? Una ragazza carina, con tante passioni, che forse ha scelto male il suo partner di cui deve aver sottovalutato il temperamento. Probabilmente era arrivato a farle paura.

Grazia Attili (Professore Ordinario di Psicologia Sociale presso la Sapienza di Roma) dice che siamo attratti da persone che inconsapevolmente valutiamo come potenziali buoni compagni e buoni genitori e questo fa scattare l’attrazione, ma se sul piano affettivo c’è un bisogno perché non ci sentiamo o non siamo stati sufficientemente amati o coccolati, nella scelta del partner ci sbagliamo e scegliamo le persone non perché sono giuste per noi, ma perché sembrano compensare quella mancanza e si fa meno attenzione al resto. Probabilmente è così che ci si innamora di persone sbagliate, probabilmente è così che Sara si è innamorata di Vincenzo.

La rigidità di lui deve esserle sembrata all’inizio protezione, poi è diventata controllo, possesso e la vita un inferno. Forse è andata così. Forse anche per Vincenzo che era la persona sbagliata.Leggiamo che tra Sara e Vincenzo le liti erano tante e sempre più frequenti, che lui la seguiva, si appostava fuori dall’Università, faceva scenate se lei voleva uscire con le amiche, era geloso, ossessivo e possessivo. Forse dopo la reazione di qualche mese prima Sara aveva capito che doveva allontanarsi da lui e sicuramente anche che lui non si sarebbe arreso facilmente. Magari un’altra relazione la poteva aiutare ad affrontarlo, a tenergli testa. I giornali riportano che Sara aveva conosciuto, o ritrovato, Alessandro con cui stava costruendo una affettuosa amicizia. «Non era ancora una storia vera, ma stava iniziando». E’ questa nuova vita di Sara che probabilmente ha innescato il progetto malato di Vincenzo: saperla con un altro deve avergli dato il senso netto che tra loro fosse davvero finita, che non l’avrebbe più avuta per sé.

leggi tutto il post su Il Fatto Quotidiano