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I primi rapporti sentimentali – II° Parte

(segue)

Il primo approccio

Al primo approccio, in genere ci si aspetta che sia il ragazzo ad avvicinare la ragazza (che aspetta richiamando in qualche modo l’attenzione), soprattutto nei pub o nelle discoteche, nei luoghi cioè più impersonali.

Tradizionalmente i ragazzi ritengono di dover prendere l’iniziativa e preferiscono che la ragazza aspetti, anche se alcuni di loro, quelli che magari hanno un pò più di paura a fare il primo passo, apprezzano che la ragazza collabori attivamente al contatto.

Alcuni ragazzi poi sentono il peso del dover prendere l’iniziativa, perché pensano che è l’unica cosa che ci si aspetta da loro e che devono dimostrare così di essere uomini e reagiscono a queste pressioni assumendo un atteggiamento da duro che qualche volta sfocia in comportamenti antipatici nei confronti delle ragazze. E’ un modo di superare l’imbarazzo e la vergogna.

Alcuni ragazzi pensano che le ragazze dicano sempre no al primo impatto, per principio o per non sbilanciarsi subito, per cui si comportano in maniera aggressiva per raggiungere il proprio scopo pensando di dover dare poco peso al loro consenso. Atteggiamenti di questo tipo nascondono in genere l’incapacità di subire ed elaborare un rifiuto.

LTradizionalmente le ragazze pensano di dover prevalentemente attirare l’attenzione prendendo poche iniziative, cercando di creare le condizioni per far avvicinare i ragazzi. Non sanno ancora bene cosa comporta avere una relazione quindi c’è molta curiosità ma anche molta paura: magari di essere trattate male dal ragazzo, o di entrare in intimità fisica con lui.

Per una ragazza è importante che un ragazzo la scelga, la stimi e la consideri importante.

La paura del rifiuto

 Alla prima esperienza in ogni caso, la paura di sbagliare è maggiore e si cerca di avere il maggior numero di informazioni sulla probabilità di successo dell’approccio: si chiede agli amici, si cerca di osservare l’altro per capire se è interessato (mi guarda spesso, si siede spesso vicino a me, parla spesso con me,….). Fare un buco nell’acqua sembra più drammatico (anche se più probabile), la prima volta, quando appunto si cominciano a valutare le proprie capacità di entrare in relazione con l’altro sesso, che non dopo, se e quando l’esperienza e qualche successo hanno rinforzato la propria autostima.

Molti ragazzi e molte ragazze hanno più difficoltà di altri ad avere contatti con l’altro sesso e attribuiscono a qualche proprio difetto fisico il non essere notati dalla persona che interessa. Spesso non sanno come comportarsi per fare in modo che sia più probabile che questo avvenga. Quindi rimangono in disparte per paura che il loro presunto difetto venga notato da tutti.

Più che a difetti personali le difficoltà di contatto sono dovute alla mancanza di esperienza e alla paura di essere respinti, anche questo spesso è legato all’inesperienza: basta anche un velato rifiuto a bloccare i tentativi di approccio anche con altre persone, limitando così ogni possibilità di successo.

Anche un volta che sia stato superato il problema del primo contatto molti ragazzi e molte ragazze si sentono insicuri quando si trovano in compagnia di un coetaneo dell’altro sesso. Pensano di non sapere cosa dire, hanno paura di annoiare, si chiedono se il/la partner lo/la troverà attraente, cosa si aspetta e così via. Così molte delle energie vengono impegnate nel non far vedere questa insicurezza per paura di essere giudicati male, magari presi in giro o derisi. Soprattutto i ragazzi, quando una ragazza è un pò incerta non sanno bene come affrontare la situazione: se lasciar perdere o insistere. Queste incertezze in genere diminuiscono man a mano che si acquisisce maggiore esperienza. Alle prime armi si tende a lasciar perdere interpretando l’incertezza come un rifiuto, andando avanti con le esperienze si può capire che un’incertezza può significare anche altre cose: che magari la ragazza non è pronta per una storia, oppure che non si aspettava l’approccio e ha bisogno di tempo per decidere, ecc…. e allora si può provare ad insistere oppure si può aspettare.

E’ meglio se si può fare esperienza potendo contare sull’appoggio del gruppo di amici, ci si stimola a vicenda, ci si può aiutare per organizzare incontri con la persona che interessa, si può parlare delle proprie esperienze così che ognuno può imparare qualcosa anche dall’esperienza dell’altro e soprattutto ci si può appoggiare così che ad un’esperienza andata male non si dia troppa importanza.

Fino a dove spingersi?

 Quando un ragazzo e una ragazza poi cominciano a flirtare si chiedono fino a che punto vogliono spingersi con il partner. I ragazzi desiderano in genere arrivare presto ad avere rapporti sessuali completi, le ragazze invece sono più caute e preferiscono tempi più lunghi.

Spesso i ragazzi hanno la prima esperienza sessuale con una ragazza più grande, che possono anche non rivedere più. Anche le ragazze preferiscono fare la prima esperienza con un ragazzo più grande, ma con il quale magari hanno già un rapporto sentimentale.

I rapporti sentimentali durante l’adolescenza e la prima giovinezza oltre ad essere importanti per l’esperienza che ne deriva, hanno anche il ruolo importante, di fornire conferme al proprio senso di identità personale che si va via, via sempre più strutturando. Anche per questo all’inizio si ha più paura.

Come avviene la scelta del probabile partner? Come avviene che siamo attratti da alcune persone e non da altre?

In generale possiamo dire che nel corso della vita siamo portati a stabilire diversi tipi di rapporti mano a mano che progrediamo verso la maturità. A volte i cambiamenti si possono verificare molto lentamente e quello che ne risulta è a volte una successione di rapporti più o meno simili.

(segue)