Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

Diventare adulti

Insicuri ma con una grande voglia di cominciare a fare da soli, non  capiscono come  i genitori, non se ne rendano conto.viaggio interiore

I ragazzi presto comprendono che l’essere riconosciuti come adulti non è dato dal semplice fatto di esserci diventati ma che è un percorso, per niente facile, che si copre gradualmente, al cui traguardo c’è la propria indipendenza e l’accettazione delle proprie responsabilità.

La prima difficoltà è perciò quella di convincere, con i fatti più che con le parole, i genitori o comunque gli adulti che si è in grado di fare, che non ci si metterà in guai troppo seri, che questo non comporterà l’annullamento dei legami familiari, che fare e pensare cose diverse  non significherà rifiutare o rinnegare i principi familiari,   le vere paure nascoste dietro alle rigidità, alle critiche e ai divieti genitoriali più severi.

Quanto si riuscirà a farlo sarà in relazione alla stabilità o instabilità dell’atmosfera familiare: l’impressione di poter rivendicare diritti e doveri in modo chiaro e realistico sarà proporzionale alle scelte e rotture che da questo dipenderanno, a quanto si sente di poter contare sul sostegno e la protezione dei propri genitori in caso di difficoltà. Se ci si può contare poco, le richieste di autonomia potranno prendere strade complicate.

La scuola è  un’area in cui spesso si esprimono i contrasti rispetto alla libertà e all’autonomia. Non ci si trova quasi mai d’accordo: quale scuola scegliere, quanto tempo da dedicare allo studio sempre poco per i genitori, troppo per il ragazzo o viceversa.

comunicascuola.it

comunicascuola.it

A volte i genitori pretendono più o meno consapevolmente di recuperare i progetti sacrificati durante la loro adolescenza, oppure di imporre il loro come l’unico modo possibile di affrontare gli impegni. Presi dalle responsabilità e dai  pensieri fanno riferimento solo a se stessi. Parlano chiedono vorrebbero sapere tutto, capire cose e comportamenti mentre i ragazzi vorrebbe essere interpretati e capiti senza bisogno di parlare, perché da soli spesso non si capiscono e vorrebbe essere aiutati senza doverlo chiedere troppo direttamente.

Chiedono rispetto per il silenzio.  Pressati e controllati i ragazzi interpongono altro silenzio a difesa di uno spazio interiore che da poco comincia a prendere forma. C’è sempre il pericolo, o meglio la paura, di tornare dipendenti come quando si era bambini.
Momenti di spavalda autonomia si alternano alla ricerca di rassicurazione.

Può sembrare ed essere vissuto come un atteggiamento contraddittorio, ma è la forma che normalmente assume la strada verso l’autonomia.