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Perchè le assenze?

Un tema che accomuna molti insegnanti è l’insofferenza verso il modo in cui gli studenti affrontano i loro doveri scolastici, secondo loro lo fanno in maniera superficiale, immatura, insufficiente. L’insofferenza più marcata comincia da quello più concreto di essere o meno presenti a scuola, cioè dalle assenze.

Per gli insegnanti, gli studenti sono troppo spesso assenti, lamentano l’assenteismo come pratica molto diffusa e si rammaricano che questa consuetudine abbia inevitabilmente ripercussioni sul programma di lavoro al momento di introdurre argomenti nuovi o di verificare l’apprendimento.

Le giustificazioni degli studenti, dalle più banali a quelle più importanti, non riescono in genere a modificare una convinzione di fondo degli insegnanti e cioè che la vera ragione di tante assenze è l’immaturità, lo scarso impegno scolastico, la scarsa voglia di lavorare.

L’atteggiamento assenteista sarebbe rinforzato dall’appoggio dei genitori che troppo spesso, per lo meno secondo gli insegnanti, non aiutano i figli a prendersi le loro responsabilità, ma anzi li proteggono e li assecondando coprendo le loro assenze.

Le relazioni scolastiche, come tutte le relazioni, sono rapporti di reciprocità affettivo-emotiva, e tutto ciò che avviene all’interno di questa reciprocità, rappresenta la forma che assume in quel momento quella relazione, possiamo perciò considerare l’assenza scolastica come un indicatore dell’andamento della relazione tra insegnante, studente e genitore in un determinato momento.

L’argomento assenze viene più facilmente studiato allo scopo di controllare e contenere il fenomeno e meno per comprenderlo. L’informatizzazione dei controlli, il calcolo e la classificazione delle assenze, le lettere di richiamo alle famiglie, caratterizzano un approccio basato sull’idea che l’assenza sia illegittima e messa in pratica da pochi, mentre i dati statistici più recenti dicono che le assenze di oggi sono numerose, ricorrenti e messe in atto da sempre un maggior numero di studenti.

Quali sono le cause più comuni del comportamento assenteista?

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